Valutazione Neuropsicologica

18 Giu, 2024 | Alessandra Malfi

La valutazione neuropsicologica è un processo diagnostico mirato alla misurazione del funzionamento cognitivo di un individuo colpito da una lesione cerebrale o da decadimento cognitivo; permette di individuare sia le funzioni cognitive risparmiate che quelle compromesse al fine di quantificare l’entità del disturbo cognitivo ma anche individuare le risorse e le abilità rimaste intatte nel soggetto.

A che cosa serve la valutazione neuropsicologica?
· Descrizione del quadro cognitivo del paziente, in termini di funzioni cognitive compromesse e
risparmiate, nonché della gravità e del livello di compromissione;
· Fare una diagnosi neuropsicologica (con diagnosi quando possibile di tipo differenziale);
· Definire una possibile prognosi;
· Dare indicazione circa la gestione quotidiana e l’assistenza al soggetto;
· Progettare un intervento riabilitativo;
· Valutare gli esiti di un intervento (valutazione di controllo – follow up).

Le fasi della Valutazione:
· Invio;
· Colloquio clinico (prima visita);
· Raccolta dei dati anamnestici;
· Colloquio con il paziente;
· Osservazione clinica;
· Colloquio con i familiari del paziente;
· Somministrazione di test cognitivi + test strumentali;
· Somministrazione di strumenti di valutazione funzionale;
· Analisi e interpretazione dei risultati emersi dai test;
· Stesura della relazione;
· Restituzione al paziente e ai familiari.

Strumenti utilizzati:
Il neuropsicologo si avvale, per lo svolgimento della valutazione, di una serie di procedure e strumenti standardizzati secondo linee guida nazionali e internazionali, atti a raccogliere, sintetizzare e interpretare le informazioni sul suo stato cognitivo del soggetto.
Requisiti fondamentali di tali strumenti sono: la standardizzazione, l’attendibilità, la validità, la sensibilità e la specificità.
Infine, sulla base del profilo cognitivo delineato, al soggetto potrà successivamente essere proposto un training di:
· Riabilitazione o Stimolazione cognitiva individuale, allo scopo di sollecitare e ottimizzare il
recupero delle funzioni cognitive, ripristinando quanto più possibile le funzioni lese o le abilità
perse;
· Stimolazione cognitiva di gruppo, finalizzata ad incrementare il benessere, l’autonomia e la
riattivazione delle competenze residue, raggiungere il miglior livello funzionale possibile, rallentare
l’eventuale decadimento cognitivo, contrastare la tendenza all’isolamento nel contesto familiare e
sociale, contenere i disturbi comportamentali e ridurre lo stress assistenziale.

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